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    The waiting bride – fashion shooting in villa liberty

    Il bellissimo beauty di Michaela (make up e hair by Oriana Curti) qui sopra è tratto dal servizio che abbiamo realizzato quest’inverno per i nostri clienti.

    All’inizio pensavamo di realizzare solo alcuni scatti con i modelli di punta, per destinarli alla comunicazione emozionale e all’advertising dell’atelier su internet e sulle testate di settore; poi, come spesso accade, in corsa abbiamo cambiato i programmi e abbiamo deciso di scattare l’intera collezione nella villa liberty che avevamo scelto come location.

    E’ un periodo che sono abbastanza intrippata di mio con gli anni 20 e 30, però effettivamente in questo caso abbiamo percepito che uno styling di questo tipo ci sarebbe stato benissimo, sia con la location, che con gli abiti, che con i lineamenti della modella, per cui siamo andati decisi verso quella direzione.

    Inizialmente, appunto, non era previsto un concept per questo servizio, se non a livello di ambientazione temporale, però poi riguardando gli scatti mi sono accorta che una sensazione particolare è stata registrata.

    Da qui il titolo: the waiting bride.

    Qui invece gli scatti scelti per la pubblicazione.

    Dilemmi: ovvero come scegliere le foto per la pubblicazione

    Mentre sceglievo le foto da pubblicare per l’ultimo servizio fashion realizzato, venivo come al solito assalita da mille mila dubbi sul criterio da usare per selezionare le immagini.

    Metto fuori quelle che piacciono di più a me? (la migliore delle ipotesi, in un mondo ideale, ma questo implica anche prendersi grosse, grosse responsabilità)

    Metto fuori quelle che penso possano piacere di più a potenziali clienti? (eh, sì, peccato che ci sono molti target di clientela, che sono disposti tipo a piramide, e che tendenzialmente la base della piramide abbia gusti opposti alla cuspide… quindi anche qui grossa responsabilità di scegliere quale parte della piramide tagliare fuori di netto)

    Metto fuori le foto più belle e basta, quelle più perfette? (sì, ma la fotografia è comunicazione e in un lavoro con più immagini sarebbe bello che fossero un minimo legate le une alle altre)

    Metto fuori quelle più coerenti con il concept? (anche questa è una bella ipotesi, ma dolorosissima, nel caso si tratti di un lavoro fatto con una preparazione del concept anche poco meno che meticolosa)

    Insomma, la scelta delle foto per me, ma penso per tutti quelli che cercano di conciliare un minimo di discorso artistico col riuscire a portare a casa la pagnotta, è sempre fonte di grande stress.

    Nel caso specifico del servizio di cui sopra, anche se la priorità era realizzare degli scatti per la nuova collezione e per la pubblicità dell’atelier su varie testate (tra cui alcune decisamente di prestigio) – quindi le foto dovevano essere concepite per poter essere tagliate nella maniera più versatile possibile, oppure prevedere che all’interno della foto potesse esserci un layout grafico – è venuto fuori alla fine che io inconsciamente un concetto glielo avevo dato.

    Riguardandole, infatti, viene fuori una sorta di storia tristissima di una sposa che aspetta… e aspetta… e aspetta… fino a sera.

    Sempre riguardandole però, ti accorgi che ci sono immagini che ti piacciono (o che potrebbero piacere a potenziali clienti) che però non c’entrano niente con la storia di cui sopra.

    Oppure che quelle scelte e pubblicate sulle testate di cui sopra non sono perfettamente allineate al racconto.

    Oppure che ci sono immagini che ti piacciono molto e che sono allineate al racconto ma sono ridondanti, perchè magari sei rimasto su quel determinato set che ti ispirava particolarmente a fare varie inquadrature in previsione di diversi layout.

    Ma non ci sono solo cose negative: può capitare che delle foto che non avevi neanche considerato di striscio, diventino le tue preferite di tutto il lavoro.

    Alla fine, a parte pensare che sarebbe bello avere un photo editor personale a disposizione per queste situazioni, ho deciso che voglio pubblicare gli scatti come storia, quindi la quarta ipotesi, scartando dolorosissimamente tutte le altre potenziali splendide immagini.

    In una gallery a parte invece metterò gli scatti scelti per la pubblicazione, perchè non so se avrò mai tempo per andare a recuperarmi tutte le pubblicazioni (probabilmente di alcune non so nemmeno) e fare una sezione press del sito, però come dicono a Oxford “sticazzi: una pubblicazione su Vogue Sposa fa curriculum”.

    Fotografia, pubblicità, comunicazione, marketing, economia… riflessioni

    Nell’attesa che io abbia tempo di pubblicare gli ultimi lavori, complice un malanno fastidioso, mi sono ritrovata ad avere tempo di leggere qua e là e di ascoltare conferenze interessanti (a cui non ho potuto presenziare sempre a causa del malanno fastidioso) e stavo pensando.

    Ho letto l’opinione di un collega il quale sostiene che uno dei più grossi problemi della crisi non sia la crisi, ma gli errori a livello di comunicazione.

    Infine ho potuto ascoltare l’audio di un incontro con Renata Ferri, una delle più importanti photo editor italiane, allo IED, organizzata da Roberto Tomesani, il presidente dell’Associazione Nazionale Fotografi Professionisti.

    Una delle cose che mi ha colpito di più di ciò che è stato detto durante l’incontro è questa: è vero, si fa un uso sempre più intensivo della fotografia, per ogni cosa, in ogni ambito, e la possibilità di ottenere risultati decenti è aumentata enormemente… ma, c’è un grosso, grasso, fondamentale ma.

    Siamo talmente assuefatti alle immagini che, per colpire l’attenzione del potenziale cliente, non basta più avere una comunicazione fotografica o illustrativa che sia semplicemente corretta: bisogna che sia qualcosa di più.

    Se uniamo questo presupposto alle riflessioni proposte nell’articolo di cui sopra, rimane sempre più difficile capire come mai le realtà produttive e coloro che offrono servizi non si rendano conto che pochi euro risparmiati nell’ambito della comunicazione si traducono inevitabilmente in una perdita successiva enorme in termini di fatturato.

    Chiunque abbia un prodotto o un servizio da offrire sa che ormai la guerra al ribasso dei prezzi non ha più senso: in un mondo globalizzato, c’è sempre chi farà un prezzo minore. Il problema è: come far capire al cliente, prima che scelga, che il nostro prodotto è migliore e che sicuramente chi propone un prezzo troppo basso offrirà minor qualità?

    Ovvio, la comunicazione va pianificata, per ottimizzare i costi, magari avendo a monte una pianificazione del marketing… cosa che purtroppo non sempre viene fatta in maniera coerente ed efficace.

    Concluderei quotando quanto scritto dal collega:

    Quindi, se davvero volete risollevarvi dalla crisi, vi consiglio di optare per la COMUNICAZIONE. Come? Usate i social network per creare piccole campagne di marketing e interagite con i vostri clienti tramite offerte e commenti. Create un blog correlato alla vostra attività condividendo esperienze e contenuti. Ma soprattutto affidatevi ad un fotografo professionista che curi la vostra immagine aziendale, emozionando e coinvolgendo i vostri clienti.

    Nuovo Corso Base di Fotografia a Busto Arsizio

    Ebbene, dopo una lunga gestazione (a noi piace fare sempre tutto per bene), sta per partire il corso di fotografia più figo di tutta la provincia di Varese!

    Qui di seguito il bellissimo volantino che abbiamo creato per diffondere la nius:

    Partiremo con un corso base, indirizzato anche a chi è completamente digiuno di tecnica, e affronteremo tutti gli aspetti più importanti della fotografia, dall’abc al perchè scattare una foto, passando per la comunicazione per immagini e la sua importanza.

    Il corso sarà tenuto da me e da Alessandro Ronzi, fotografo professionista e super professionale, reportagista acrobata ed esperto di fotografia still life pubblicitaria (lo vedete immortalato in stile “avventuriero nadaresco” – se non sapete chi è Nadar dovete assolutamente partecipare al nostro corso – nel flyer qui sopra), e sarà gestito in maniera assolutamente interattiva e coinvolgente.

    A partire dal 13 marzo sono previste 20 ore di lezione, suddivise in 10 lezioni di 2 ore ciascuna.

    Verrà organizzata una sessione in studio con modella e un’uscita pratica, successivamente alle quali visioneremo e commenteremo insieme gli scatti prodotti.

    Il costo è di soli 10 euro all’ora!

    Se siete stufi dei soliti corsi in cui vi dicono cosa potete fare voi per la vostra macchina fotografica e volete sapere cosa può fare la vostra macchina fotografica per voi, compilate il modulo di pre-iscrizione qui sotto (non è vincolante) per segnalare il vostro interesse all’eventuale partecipazione e per ricevere tutte le informazioni: i posti disponibili sono solo 15!

     
     

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    Il ddl. n.196 del 30 giugno 2003 prevede la tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali.
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    Per tutte le nius riguardanti il corso, seguici su questa pagina di facebook:

     
     

    Dolci auguri e cicli Maya

    Il 21 dicembre 2012 è arrivato e passato… direi tendenzialmente inosservato, perchè eravamo in varie faccende affaccendati.

    La cosa curiosa però è che, effettivamente, in questo periodo sto sperimentando upgradings a vari livelli. Ad esempio, ho dato l’addio (spero definitivo) alle sigarette.

    Poi abbiamo fatto dei lavori molto carini – vorrei tanto avere il tempo di tenere maggiormente aggiornati sito e blog – e ho come l’impressione che il mio cervello sia diventato tipo una specie di tazzona di acqua calda in cui finalmente è stata infusa una bustina di concentrato di alto know how e di “so quello che mi piace, lo voglio fare, lo so fare, e lo faccio”.

    Insomma, è tutto un gran fermento gioioso.

    Il giubilo ovviamente è un filino attutito dalla simpatica situazione che sta attraversando il nostro simpatico Paesello (che poi non so se fuori sia tutto rose e fiori), per la quale molto spesso capita che si sia nel mezzo di un trip di entusiasmo creativo… quando ecco che spunta una grigia bega burocratico/economica che ti fa cascare le braccia.

    Ma il proposito per la nuova era è di non farsi ingrigire e amareggiare. Quindi:

     

    Che poi la foto che avrei voluto usare era questa:

    che secondo me è molto più pregnante, ma avevo poco tempo e mettere gli auguri su questa era un po’ meno immediato. : )

    foto: bateau – ernst knam per enrico azzimonti