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	<title>lightpainting : photography &#187; tecnica</title>
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		<title>Back to the primitives&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 11:50:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sandra</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di tutto, oggi è una giornata un po&#8217; del cavolo perché è mancato il caro Steve, il quale, a meno che qualcuno non mi dimostri che trafficava droga o faceva fare i mac ai bimbi poveri, rimane per me uno degli uomini più grandi degli ultimi decenni.<br />
Spero che nel paradiso dei micini, dove sicuramente sarà andato, il Grande Gatto Bianco gli permetterà di scendere di tanto in tanto a mettere una mano sul capo di chi è rimasto qui per essere sicuri che la sua eredità non venga dimenticata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Detto ciò (cacchio ogni volta che apro safari mi viene il magone)&#8230; sono cominciate le sperimentazioni con la <strong>Mamiya RZ67</strong>, detta amichevolmente <em>myamya</em>, e, grazie al <strong>Foto Chiappa</strong>, che <strong>può sviluppare i rulli 120</strong>, ma non stamparli, perché non ha le mascherine, la mia angoscia di doverli mandare a Milano, o, peggio, di doverli sviluppare io, si è dissolta e possiamo felicemente proseguire in questa avventura.</p>
<p>Quindi, cari internauti (o internaturi, perché se state cercando un lab per far sviluppare rullini 120, diciamocelo, non siete proprio al massimo della lucidità mentale, come me del resto), sappiate che in provincia di Varese potete andare da <a title="Sviluppo rullini 120 varese" href="http://www.fotochiappa.it/eshop/" target="_blank">Foto Chiappa</a>, a Busto Arsizio, e farvi sviluppare i vostri negativi bianco e nero o colore.<br />
Per le día invece non sono sicura, forse quelle le mandano a Milano. In ogni caso se vi fate due conti, tra la benzina e il casello, vi conviene ancora portarle dal Chiappa, che ci pensano loro, e poi andarle a riprendere qualche giorno dopo.</p>
<p>Quindi, Foto Chiappa rulz.</p>
<p>E&#8230; no, non ci prendo la percentuale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma torniamo a noi.<br />
Eravamo rimasti che avevamo preso la <em>myamya</em> e attendevamo l&#8217;occasione per fare qualche esposizione&#8230; cacchio erano secoli che non dicevo <em>esposizione</em> nel senso di scattare una foto.<br />
L&#8217;occasione è arrivata presto. Ho fatto un po&#8217; di casino, ma qualcosa è venuto:</p>
<p><a href="http://www.sandraluoni.com/blog/wp-content/uploads/2011/10/new-kodak-portra-160.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-647" title="new kodak portra 160" src="http://www.sandraluoni.com/blog/wp-content/uploads/2011/10/new-kodak-portra-160-500x419.jpg" alt="" width="500" height="419" /></a></p>
<p style="text-align: right;"><em>model: roby</em><br />
<em>mua: andrea masaccio</em><br />
<em>hair: daniela</em><br />
<em>styling: a caso </em></p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-645"></span></p>
<p style="text-align: left;">Sto ancora cercando di capire come ottimizzare il processo di scansione, dato che lo faccio <em>in casa</em> con un epson V500&#8230; sto cercando di capire ad esempio se è meglio usare il suo software o vuescan.<br />
Nel senso, non ho voglia di perderci troppo tempo a imparanoiarmi sui colori, il contrasto, ecc&#8230; altrimenti si perde l&#8217;intenzione originale, cioè godere delle caratteristiche della pellicola senza stare le ore su photoshop.<br />
Vuescan mi pare appunto orientato molto al super controllo, mentre epson scan è più easy: è talmente easy che a volte fa delle cagate mostruose, che ti costringono ad andare ad aprirti vuescan e a vedere cosa succede se fai la scansione con lui. -_-</p>
<p style="text-align: left;">Questa ad ogni modo è stata scannata sabato pomeriggio, dopo aver pulito lo studio (quindi molta polvere in giro, soprattutto addosso a me), molto al volo col software epson.</p>
<p style="text-align: left;">E&#8230; boh, se passa di qui qualche pazzo pellicolaro, si accettano opinioni sui metodi di scansione.</p>
<p style="text-align: left;">Ah, dimenticavo: la pella è la nuova portra 160.</p>
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		<title>Profumi e balocchi&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Jan 2011 14:32:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sandra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Come anticipato nel post precedente, ho cercato di continuare la serie &#8220;profumata&#8221;.</p> <p>Purtroppo è stato più difficile del previsto reperire due o tre esemplari per atri tre o quattro prodotti, quindi ho riconvertito le intenzioni e dal progetto in stile simil-redazionale mi sono messa a pensare ad esercizi di still-life di maniera (ma non troppo).</p> [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come anticipato nel post precedente, ho cercato di continuare la serie &#8220;profumata&#8221;.</p>
<p>Purtroppo è stato più difficile del previsto reperire due o tre esemplari per atri tre o quattro prodotti, quindi ho riconvertito le intenzioni e dal progetto in stile simil-redazionale mi sono messa a pensare ad esercizi di still-life di maniera (ma non troppo).</p>
<p>E&#8217; sempre stimolante avere a che fare con oggetti dal design particolare, con le trasparenze, le cromature&#8230; però mi sembrava che esaltare questi aspetti non fosse abbastanza, volevo fare qualcosa di più&#8230; quindi ho scattato una foto basic e una un po&#8217; più creativa: non so se quest&#8217;ultima sia eretica dal punto di vista pubblicitario o commerciale&#8230; è probabile, però a me non dispiace. ^_^</p>
<p>Quindi, ho pensato, cosa c&#8217;è di più difficile, eretico, faticoso, che usare luci dure su prodotti cromati e trasparenti?</p>
<p>Et voilà:</p>
<p><a href="http://www.sandraluoni.com/blog/wp-content/uploads/2011/01/john-galliano-parfum.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-545" style="border: 1px solid #d9d9d9;" title="john galliano parfum" src="http://www.sandraluoni.com/blog/wp-content/uploads/2011/01/john-galliano-parfum-500x324.jpg" alt="" width="500" height="324" /></a><br />
<span id="more-536"></span></p>
<p>La confezione della fragranza di John Galliano (tra l&#8217;altro le immagini della campagna pubblicitaria mi piacciono tantissimo), che secondo me è quella riuscita meglio&#8230; è venuto quasi un fiore di luce sotto la bottiglietta.</p>
<p><a href="http://www.sandraluoni.com/blog/wp-content/uploads/2011/01/only-the-brave-diesel.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-546" style="border: 1px solid #d9d9d9;" title="only the brave diesel" src="http://www.sandraluoni.com/blog/wp-content/uploads/2011/01/only-the-brave-diesel-500x324.jpg" alt="" width="500" height="324" /></a></p>
<p>Poi <em>only the brave</em> by Diesel (ok, quella a destra è quasi uguale alla foto dell&#8217;adv, solo che quella, suppongo, sia stata scontornata per lo sfondo nero).</p>
<p><a href="http://www.sandraluoni.com/blog/wp-content/uploads/2011/01/versus-parfum-versace.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-547" style="border: 1px solid #d9d9d9;" title="versus parfum versace" src="http://www.sandraluoni.com/blog/wp-content/uploads/2011/01/versus-parfum-versace-500x324.jpg" alt="" width="500" height="324" /></a></p>
<p>Infine <em>versus</em> by Versace.</p>
<p>Ovviamente fare una campagna pubblicitaria per un prodotto luxury è una cosa molto più complessa che allestire un set, sebbene complicato, per scattare delle foto di reinterpretazione di un design attraverso la luce&#8230; e bla bla bla: mi piacevano i riflessi, oh. : D</p>
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		<title>Lavazza Blue by Enrico Azzimonti&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Dec 2010 14:31:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>A volte anche agli sfigati patologici (come me) possono capitare occasioni interessanti.</p> <p>Mi è arrivata una macchina per fare il caffè, una lavazza blue LB850, il cui design è stato progettato dall&#8217;architetto Enrico Azzimonti, con la richiesta di mettere in risalto, appunto, il progetto e non l&#8217;oggetto commerciale.</p> <p>Non mi sono esaltata: di più.</p> <p>Credo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A volte anche agli sfigati patologici (come me) possono capitare occasioni interessanti.</p>
<p>Mi è arrivata una macchina per fare il caffè, una lavazza blue LB850, il cui design è stato progettato dall&#8217;architetto Enrico Azzimonti, con la richiesta di mettere in risalto, appunto, il progetto e non l&#8217;oggetto commerciale.</p>
<p>Non mi sono esaltata: di più.</p>
<p>Credo però sia interessante, per chi dovesse leggere questo post, sapere un pochino quali emozioni / sconcerti / illuminazioni (in tutti i sensi) / vittorie / abbacchiamenti / ecc&#8230; hanno fatto parte della creazione di questi scatti.</p>
<p>Sapete (forse) che io sono fermamente convinta che la fotografia non sia *una sola*, nel senso che un&#8217;esperto in un determinato settore possa avere risultati mediocri in un altro e viceversa.<br />
Perchè.<br />
Perchè in ogni tipo di fotografia ci vuole tanta esperienza. E se una persona si dedica costantemente ad un settore specifico, per raggiungere l&#8217;eccellenza, non avrà molto tempo per darsi ad altre sperimentazioni.<br />
Alla stessa maniera, se uno fa un po&#8217; di tutto, può essere sicuramente competente e bravo, ma difficilmente sarà eccelso.</p>
<p>Penso di essere ben lungi dall&#8217;eccellere in qualsiasi tipo di settore, ancora, ma di sicuro ho più esperienza in alcuni che non in altri.<br />
Lo still life fa parte di questi *altri*.<br />
Eppure mi piace, eccome se mi piace. Mettere in pratica le conoscenze teoriche per allestire un set tutto intorno ad un oggetto e vedere che la luce fa esattamente quello che vuoi tu&#8230; è una soddisfazione immensa.<br />
Pensare in maniera non lineare per far venire fuori un riflesso qua e toglierlo poi di là&#8230; ok, sto divagando.</p>
<p>In pratica, il primo approccio è stato quello di considerare la macchina dal punto di vista del buon fotografo commerciale: l&#8217;ho guardata, l&#8217;ho girata e rigirata, ho cercato di capire come rendere al meglio la qualità dei materiali, il fatto che il serbatoio fosse trasparente, la plastica lucida delle parti bianche&#8230; come far venire fuori i volumi, il design&#8230; tutto in un unico scatto.<br />
Avendo sempre in mente che si dovesse capire che si trattava di una macchina per il caffè.</p>
<p>E ho fatto questo:</p>
<p><a href="http://www.sandraluoni.com/blog/wp-content/uploads/2010/12/lavazza-blue-LB850-by-azzimonti1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-463" style="border: 1px solid #d9d9d9;" title="lavazza-blue-LB850-by-azzimonti" src="http://www.sandraluoni.com/blog/wp-content/uploads/2010/12/lavazza-blue-LB850-by-azzimonti1-500x333.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a><br />
<span id="more-302"></span></p>
<p>Ovviamente non andava bene, anche se non capivo perchè. Troppo commerciale.<br />
Boh.<br />
Ma si vede l&#8217;oggetto, si capisce di che materiale è fatto, si vede il design.</p>
<p>L&#8217;esperienza in questione mi ha confermato l&#8217;importanza di avere un&#8217;ottima comunicazione con il committente e quanto sia fondamentale avere un minimo di conoscenza e di cultura collaterale alla propria area di specializzazione&#8230; non per mettersi a fare lavori che sono altro rispetto al proprio, ma per sapere come integrare il proprio in progetti più ampi.</p>
<p>Quindi, dopo aver parlato un po&#8217; con il designer, abbiamo convenuto che questo</p>
<p><a href="http://www.sandraluoni.com/blog/wp-content/uploads/2010/12/lavazza-blue-LB850-design1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-464" style="border: 1px solid #d9d9d9;" title="lavazza-blue-LB850-design" src="http://www.sandraluoni.com/blog/wp-content/uploads/2010/12/lavazza-blue-LB850-design1-500x333.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>era ciò che più si sarebbe confaciuto (licenze poetiche) alla sua visione del progetto.</p>
<p>Ok, io poi mi sono anche &#8220;divertita&#8221; a fare questi giochetti coi led</p>
<p><a href="http://www.sandraluoni.com/blog/wp-content/uploads/2010/12/lavazza-blue-LB850-sopra1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-465" style="border: 1px solid #d9d9d9;" title="lavazza-blue-LB850-sopra" src="http://www.sandraluoni.com/blog/wp-content/uploads/2010/12/lavazza-blue-LB850-sopra1-500x333.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>ma è un discorso diverso. ^_^</p>
<p>Il problema più grosso, comunque, nella realizzazione di questi scatti, è stato gestire i riflessi delle superfici lucide dovendo usare un obiettivo grandangolare, che dava risalto alle linee svasate del design.<br />
Infatti, la prima foto è stata fatta con un tele abbastanza spinto, mentre le altre due, se non ricordo male, le ho fatte con un 24-70&#8230; a 24mm. ^_^</p>
<p>E&#8217; stato davvero interessante trovarsi a dover fotografare un oggetto così particolare (di solito le macchine per caffè hanno superfici satinate, spesso nere, e cromate, che si gestiscono in maniera differente) e con delle linee guida abbastanza rigide che mi costringevano a dover per forza fare qualcosa di diverso rispetto all&#8217;approccio fotografico &#8220;corretto&#8221;.</p>
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		<title>Il Flash in Pratica</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 23:43:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Ovvero come usare il flash elettronico portatile per ottenere foto piacevoli e risultati professionali: un tutorial in italiano su come gestire esposizione, diaframmi, tempi, fill-in, luce riflessa e uso del flash come luce principale senza che sembri la classica &#8220;foto col flash&#8221;.</p> <p>Approcciando la fotografia, si scopre ben presto che la luce non è sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ovvero come usare il flash elettronico portatile per ottenere foto piacevoli e risultati professionali: un tutorial in italiano su come gestire esposizione, diaframmi, tempi, fill-in, luce riflessa e uso del flash come luce principale senza che sembri la classica &#8220;foto col flash&#8221;.</p>
<p>Approcciando la fotografia, si scopre ben presto che la luce non è sempre quella che vorremmo.<br />
Arriva il momento in cui il prode niubbo decide di partire alla ricerca dei segreti della luce perfetta e si imbatte in una serie di tips&#038;tricks tra cui ricordo affettuosamente quello di un fotografo che mi disse: &#8220;se la luce non c&#8217;è, la creo io!&#8221;&#8230; il mio primo pensiero fu &#8220;allora esisti!&#8221;&#8230; poi capii che non era che mi trovassi al cospetto dell&#8217;Onnipotente: probabilmente costui si serviva di un flash.</p>
<p>Il flash, o lampeggiatore elettronico, è il miglior amico del fotografo&#8230; ma spesso il fotografo non lo sa.<br />
Rimandando le spiegazioni scientifiche ad un secondo momento, vorrei farla corta e rendervi partecipi di un tutorial scritto da <a href="http://www.planetneil.com">Neil van Niekerk</a>: le sue spiegazioni &#8211; e soprattutto le sue foto (di cui vedrete esempi leggendo di seguito) &#8211; mi hanno fatto venire voglia di imparare ad usare il flash con criterio e così gli ho chiesto di permesso di tradurre il suo tutorial in italiano, lui ha acconsentito e quindi procediamo.</p>
<p>Innanzi tutto, stiamo parlando di flash portatili (a slitta, a torcia, a zolfo, ecc&#8230;).<br />
Neil van Niekerk usa attrezzature professionali e flash dedicati &#8211; cioè se usa la Canon ha il flash Canon e se usa la Nikon usa il flash Nikon &#8211; io, avendo una Minolta, cercherò di integrare anche per coloro che non possono permettersi di più che una reflex e un flash generico (nella fattispecie un Metz 45 CL-4).<br />
Neil e&#8217; solito porre la fotocamera in modalita&#8217; di esposizione manuale, mentre il flash viene settato in modalita&#8217; manuale o TTL (automatica) a seconda delle situazioni.<br />
Noi col Metz metteremo ugualmente la fotocamera in modalità manuale (anche perchè non si puo&#8217; fare altrimenti) e il flash in modalità automatica: la differenza consiste nel fatto che dovremo essere noi ad impostare i diaframmi sulla ghiera del flash (vedi immagine), mentre i flash TTL si regolano da soli comunicando con la fotocamera.</p>
<p>Vi sono due modi di usare il flash:</p>
<ul>
<li>sovrastando la fonte di luce principale, qualora essa sia poco piacevole o insufficiente; in questo caso si hanno i problemi maggiori riguardo alla resa e alla piacevolezza dell&#8217;immagine, dato che la luce del flash usata senza accorgimenti difficilmente produce belle immagini</li>
<p></p>
<li>riempiendo le ombre create dalla luce principale; questa situazione è relativamente più semplice, dato che la qualità della luce è data da altro e non dal flash</li>
</ul>
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