Il Metodo Kibbe, Gli Archetipi Yin e Yang e il Ritratto Fotografico

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immagine © gabriellearruda.com

Come promesso, eccoci a parlare di un altro strumento in cui mi sono imbattuta durante i miei approfondimenti sullo stile personale: il Metodo Kibbe.

Nella consulenza offerta con il servizio fotografico di ritratto, spesso includo anche esempi di outfit che possono, secondo la mia esperienza, funzionare meglio con le caratteristiche dello shooting che stiamo progettando e, ovviamente, con le caratteristiche del soggetto ritratto.

Col tempo ho realizzato che ci sono persone che preferiscono mantenere il loro stile abituale, per il servizio fotografico: in questi casi, soprattutto quando si tratta di personal branding, è imperativo valutare insieme se il mio stile fotografico può accordarsi e portare il giusto valore aggiunto al loro stile personale. In genere se il portfolio e la comunicazione di un fotografo vi attirano, è molto probabile che siate sulle stesse lunghezze d’onda estetiche e dunque la sua interpretazione di voi e del vostro stile dovrebbe essere altrettanto di vostro gradimento.

In molti altri casi invece, specie quando si tratta di ritratto privato, ai clienti può far piacere dilettarsi nello sperimentare nuovi consigli di stile, ed è qui che saper unire ciò che meglio funziona in fotografia con ciò che meglio può funzionare per ogni persona diventa una competenza inestimabile.

Frutta e Geometria VS Yin e Yang

Immagino vi sarete imbattuti anche voi nelle classiche body-shapes pera, mela, rettangolo, clessidra, carota, prezzemolo e chi più ne ha più ne metta.

Si tratta di quel sistema, che David Kibbe stesso ha definito “basato sulla paura”, per cui ci si aspetta che determinati aspetti siano minimizzati per aderire ad un ideale (tendenzialmente la clessidra, per le donne), così ad esempio le persone più basse dovrebbero aspirare a sembrare più alte, le persone più sottili dovrebbero cercare di simulare delle curve, ecc.

Ma mentre studiavo questo sistema, una frase mi ha colpita intensamente: “può ad esempio una clessidra molto grande, indossare allo stesso modo gli stessi outfit di una clessidra molto piccola?”.

A mio parere, no.

Ed ecco dove il Metodo Kibbe ci viene in aiuto, mostrandosi tra l’altro incredibilmente moderno, sebbene sia stato teorizzato da David Kibbe nel suo libro Metamorphosis più di 30 anni fa: il suo metodo parla appunto di immagini archetipiche, valutate attraverso le essenze dello yin e dello yang, dell’espressione corporea generale di una persona.

Le Origini del Metodo Kibbe

Come al solito, nulla si crea e nulla si distrugge.

Il primo approccio yin / yang allo stile personale risale ad un articolo di Belle Northrup pubblicato nel 1936, in cui l’autrice spiegava come è possibile individuare lo yin e lo yang anche nelle creazioni di fattura umana e di come questi elementi ricorressero in vari equilibri anche nell’estetica di ogni persona.

Yang è espressione di lunghe linee verticali, angoli, larghezza, solidità, resistenza, imponenza, forza, fierezza, regalità, formalità, mistero, sofisticazione, quiete.

Yin è espressione di forme circolari, piccole, delicate, graziose, fascino, radiosità, dolcezza, magnetismo, ritrosia.

Successivamente, nel 1963, Harriet McJimsey pubblicò un libro intitolato Art in Clothing Selection, espandendo le intuizioni di Northrup e codificando per la prima volta gli archetipi Dramatic, Natural, Classic, Romantic, Gamin e Ingenue.

Attualmente, diversi analisti hanno rielaborato le differenti teorie creando metodi propri e più complessi, ma il Metodo Kibbe a mio parere rimane il più dirompente, riguardo ad un aspetto che a me è molto caro: l’esaltazione dell’individualità e l’emancipazione dal bisogno di omologazione.

Cos’è il Metodo Kibbe

Kibbe elabora 13 archetipi, in uno spettro appunto tra yin e yang e il loro contrasto.

Ci sono i cinque archetipi principali – Dramatic, Natural, Classic, Gamine e Romantic – e le loro variazioni, come ad esempio Soft Dramatic, Flamboyant Natural, Theatrical Romantic, Dramatic Classic, ecc.

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immagine © gariellearruda.com

Anziché appunto tentare di correggere le caratteristiche peculiari di ognuno, per tendere ad un ideale etero-imposto, il Metodo Kibbe ci permette di abbracciarle e “accomodarle”, attraverso outfit con elementi che richiamano le stesse caratteristiche dell’archetipo in cui ci riconosciamo.

Così ad esempio, una persona a prevalenza yang, che si riconosca nell’archetipo Dramatic, secondo la teoria vestirà molto bene lunghe linee dritte, geometriche, piuttosto rigide, nette, outfits dai tagli decisi, monocromatici. Mentre una persona a prevalenza yin che ricada nell’archetipo Romantic, dovrebbe vestire meglio linee morbide, rotonde, capi che abbraccino le curve, con rouches e veli, con fantasie e dettagli.

Come Determinare il Nostro Kibbe – Kibbe Test

Secondo David Kibbe, ci sono solo due persone che possono determinare l’essenza di ciascuno: lui, e noi stessi.

E io sono perfettamente d’accordo. Lascerò a fine articolo alcune risorse che trovo molto utili, per chi volesse approfondire il discorso.

Si trovano in rete versioni obsolete del Kibbe Test, che però Kibbe stesso ha dismesso, ritenendolo uno strumento che finiva per far concentrare le persone sui singoli dettagli, anziché percepire la propria essenza nella sua interezza.

Kibbe considera la scoperta del proprio ID nel suo sistema, un viaggio.

Molte persone sanno molto bene chi sono, dentro e fuori. L’hanno sempre saputo. Oppure trovano crescendo il loro io più autentico, armonizzando l’interiorità con l’esteriorità.

In questo caso, dal punto di vista del ritratto fotografico, si tratta, come dicevo sopra, “semplicemente” di trovare il fotografo più in linea con ciò che sanno già essere le loro preferenze.

Ma per tante altre persone, un concetto di bellezza olistica che onori le loro caratteristiche e le esalti, invece di sentirsi schiacciati dall’inadeguatezza e dalla vergogna della diversità, è come acqua fresca in un deserto di omologazione e pressione esterna. È body positivity nel senso più puro e meno tossico del termine.

Essenze Corporee e Fotografia di Ritratto

Venendo al dunque: cosa ce ne facciamo delle Essenze Corporee, nella fotografia di ritratto?

In realtà, il Metodo Kibbe e la teoria delle Essenze in generale è quanto di più aderente, in termini di metodo di styling, alla filosofia che abbraccio nei miei servizi di ritratto.

Ovviamente l’analisi che offro con la consulenza è mediata da molte cose: il mood che elaboriamo insieme per il servizio fotografico, il mio stile, le preferenze che esprimerete, dunque non si tratta di un responso definitivo e ufficiale sulla vostra essenza (o sulla vostra stagione armocromatica, ad esempio).

Ma ciò che questi approfondimenti mi permettono di fare è di capire meglio quali sono le caratteristiche uniche e personali di ogni cliente che fotografo e di armonizzarle con tutto il resto, onorando uno dei principi che sento più fortemente: “verità è bellezza, bellezza è verità”.

Risorse su Archetipi Yin e Yang per lo Stile Personale e Metodo Kibbe

Ecco un elenco di risorse (in inglese) attraverso cui poter approfondire gli archetipi yin e yang nello stile personale e il Metodo Kibbe.

Playlist Kibbe Body Types di Aly Art – le prime risorse sull’argomento attraverso cui ho cominciato a capire meglio il metodo e ad associare i concetti all’iconografia.

Gabrielle Arruda – non fatevi spaventare se all’ingresso del sito vi chiede di risolvere un captcha: una volta superato lo scoglio, troverete risorse completissime e molto bene organizzate. Il metodo viene da questa analista ripreso ed ampliato con ulteriori categorie.

The Concept Wardrobe – un’altra ottima risorsa completissima e molto ben organizzata. Anche in questo caso l’analista prende in considerazione ulteriori categorie nelle sue Essenze.

Olga Brylinska – oltre al Kibbe classico, questa analista prende ha elaborato un’estensione avanzata che può essere interessante esplorare, una volta che si è capito più o meno da che parte ci si orienta, tra gli archetipi originali.

Elyssa Aesthetic – tra i suoi video ho trovato spunti interessanti sulle origini dei vari metodi e argomenti più “accademici”, diciamo, per i più curiosi.

Truth is Beauty – oltre ad adorare il titolo del sito, ho trovato affascinanti le combinazioni degli archetipi che questa analista propone. Anche in questo caso si tratta di un approccio più avanzato che vi consiglio di valutare successivamente.

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